La reputazione c’è e il fascino dell’italianità colpisce ancora. L’Italia si conferma seconda nel G7 e sale al sesto posto nel G20 per migliore bilancia commerciale con l’estero nell’anno solare maggio 2025-aprile 2026. Con un attivo di oltre 63 miliardi di dollari, avanza di due gradini nel G20, superando Arabia Saudita e Australia. Il fattore chiave del successo è l’elevata diversificazione dei prodotti esportati e dei mercati. Terza nel mondo per numero di grandi surplus commerciali settoriali e bilaterali superiori ai 5 miliardi di dollari. Anche Forbes Italia ci mette lo zampino presentando una sua ricerca. Il punteggio raggiunge 74 punti su 100 nell’AI Reputation Index (Airi) realizzato da Cogit AI per Forbes Italia, conquistando il terzo posto mondiale dietro Germania (79) e Giappone (77), ma davanti a Francia (72), Stati Uniti (70) e Cina (62).
Un risultato che conferma la solidità della reputazione internazionale del sistema produttivo italiano, sostenuta dalla qualità percepita, dalla forza dell’export e da un patrimonio costruito in decenni di eccellenza manifatturiera. Allo stesso tempo, il report evidenzia alcune criticità che potrebbero incidere sulla competitività del Paese nei prossimi anni: innovazione, digitalizzazione, capacità di parlare alle nuove generazioni e tutela dell’autenticità del marchio Italia. Insomma la sfida si chiama: rivoluzione tecnologica di cui Ai è la regina.