MERCATO IN BORSA E MINI IMPRESE AL PALO, 2026 TUTTO DA RIFARE

Come consuetudine, apro queste colonne nel nuovo anno con i dati consuntivi sul mercato borsistico in Italia nell’anno appena concluso. Il perché di questa attenzione è presto detto: una grande economia matura e strutturata come la nostra non può crescere senza un vero mercato borsistico. E’ la strada maestra per uscire dal modello, ormai fallimentare, della micro e mini-impresa: dipendente dal credito bancario, priva di capitali per gli investimenti in tecnologia, senza un sistema di Governance che consenta la sopravvivenza dell’azienda oltre la vita del fondatore (spesso geniale). I dati 2025 misurano un vero tracollo, anche rispetto ai numeri già fallimentari del 2023 e 2024. Siamo all’emergenza nazionale, tant’è che si può solo parafrasare il notissimo “Fate Presto”. In sintesi: nel 2025 nessuna nuova quotazione sul mercato principale; erano state 4 nel 2023 e 1 nel 2024. E pensare che già sembravano ed erano pochissime. Nel mercato destinato alle piccole e medie società (EGM) si sono avute 20 nuove quotazioni (erano state 21 nel 2024 e 34 nel 2023); nessun passaggio al mercato principale (erano stati 1 nel 2024 e 5 nel 2023); numerose società sospese, 19 sono uscite dal mercato per vari motivi. Ma il dato più eclatante e drammatico viene dal valore assoluto della raccolta: erano stati raccolti 1,6 miliardi del 2023 (già pochissimi), solo 206 milioni nel 2024; nel 2025 sono stati ancora di meno: appena 127 milioni di euro: considerando che il 40% delle nuove quotazioni sono state sottoscritte dall’estero, vuol dire poco più di 1 euro per ogni italiano. Il tutto a fronte di una ricchezza finanziaria privata che vale oltre 5.500 miliardi. Ma non è ancora tutto, perché i capitali usciti dalla Borsa per i delisting sono stati 790 milioni, con un saldo negativo di 663 milioni. In questo contesto, l’indice di Borsa è salito nel 2025 di oltre il 30%, con l’inflazione al 2% e un Pil stagnante. Mettiamo in fila questi numeri clamorosi e paradossali e chiediamo ai ministri Giorgetti ed Urso (al Mef ed al Mimit) quale visione hanno del presente e del futuro del capitalismo italiano ed all’opposizione di non ripetere fino alla noia solo slogan privi di contenuti. Buon anno. 

* Economista

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