SEPTEMBER MORN, CAMBRIDGE, L’ECONOMIA E LA FORZA DELL’ISTRUZIONE

Era l’inizio di settembre dei primi anni Ottanta. Studiavo Economia alla Cattolica di Milano e, avendo frequentato il liceo classico, mi trovavo ad affrontare materie per me davvero ostiche: la matematica e soprattutto l’inglese, che ai miei tempi al classico si studiava soltanto nei primi due anni.

Mentre per la matematica un maggiore impegno sarebbe bastato a colmare le carenze di base, per l’inglese era diverso. Avevo un professore madrelingua e non capivo assolutamente nulla di quello che diceva. Fu così che decisi di investire tutti i soldi che avevo guadagnato con qualche sporadica attività da studente in una vacanza-studio in Inghilterra. Alloggiai in famiglia e scelsi Cambridge perché la mia passione per l’economia mi spingeva a visitare i luoghi nei quali era stata scritta una parte importante della storia del pensiero economico.

E lì la mia vita cambiò. Non soltanto perché il mio inglese ovviamente migliorò, ma perché capii che l’inglese non era semplicemente una materia da studiare: era soprattutto uno strumento per comunicare con gli altri, conoscere e capire persone e culture diverse. La lingua inglese diventò la chiave che mi aprì la mente.

Se non avessi fatto quella vacanza in Inghilterra, studiando sui libri prima o poi avrei certamente superato i tre esami di inglese che allora la Cattolica richiedeva. Ma probabilmente la mia vita avrebbe seguito un percorso diverso. Me ne rendo conto soltanto oggi: molto di ciò che è venuto dopo è stato determinato anche da quella vacanza e dall’apertura mentale che mi è venuta dalla possibilità di comunicare e capire persone e culture di tutto il mondo.

Ancora oggi molti studenti universitari conoscono poco l’inglese e vivono lo studio della lingua come una seccatura, uno dei tanti esami da superare. Magari hanno anche buone conoscenze grammaticali, ma parlano poco, con timidezza: manca la consapevolezza che l’inglese è soprattutto uno strumento per vivere più pienamente la propria vita. Perché lo scrivo in queste colonne generalmente dedicate all’economia? Perché, esattamente come è stato per me, l’istruzione, a partire proprio dall’inglese, è la precondizione dell’ascensore sociale e dello sviluppo economico.

*Economista

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